sabato 12 gennaio 2013

Il Segreto dei suoi occhi (2009)

Sceneggiatura solida, buone sequenze, temi diversi e vari che convivono in maniera straordinaria senza rubarsi spazio, ma anzi esaltandosi l’un l’altro, per un film che non è (solo) un thriller, ma anche un coinvolgente melodramma, che utilizza la storia recente dell’Argentina della dittatura per presentarci una bellissima e dolorosissima vicenda e personaggi veramente ben delineati e credibili.

Gli attori protagonisti sono di una bravura rara ed a tratti imbarazzante, in particolare la coppia composta dall’agente investigativo Benjamín Espósito/Ricardo Darín e il giudice Irene Menéndez Hastings/Soledad Villamil, senza dimenticare Sandoval/Guillermo Francella, singolare collega di Espósito.

Film dalle caratteristiche di opere d’altri tempi, riflessivo e meditato quanto basta per affrancarsi dal rischio di “già visto” e “vecchio”, basti pensare che Espósito decide di ricostruire la storia dell’indagine da lui condotta attraverso un libro, giustificando così un sapiente uso del flashback. Con “Il Segreto dei suoi occhi” (oscar miglio film straniero) l’argentino Juan José Campanella presenta una regia di buon livello, semplice ed efficace, quasi classica con il mito dell’investigatore solitario, ma comunque capace di offrire soluzioni più che godibili e di volare alto quando serve (strabiliante piano sequenza allo stadio e scena in ascensore). La dimensione emotiva non viene mai meno, viene anzi coltivata e curata con intelligenza, anche attraverso ottimi dialoghi ed inquadrature che sottolineano degnamente i momenti più intimi e convincenti.

Voto: 8+

Ricardo Darín e Guillermo Francella

Soledad Villamil

 


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