mercoledì 7 agosto 2013

Nobody - Le Storie 10


Avventura, Ossessione ed Identità nel numero 10 de "Le Storie" - SergioBonelli Editore

Dopo Il Lato oscuro della Luna (Le Storie n.5), ritroviamo Alessandro Bilotta come sceneggiatore del n.10 della collana Le Storie, edita da Sergio Bonelli Editore.

A prima vista si cambia genere: dalla “fantascienza” infatti si passa, con Nobody”, ad un’affascinante avventura di mare ambientata nel XIX secolo. In realtà le due storie sono accomunate dal tema del “viaggio”: nello spazio, ma soprattutto mentale di Lloyd ne “Il lato oscuro della Luna”, qui un viaggio per mare, ma pur sempre mentale: un viaggio, per così dire, verso il proprio destino.

Soprattutto inNobody” il protagonista, un marinaio il cui nome stesso è un omaggio ad un eroe dell’antichità (quell’Ulisse-Odisseo che abbiamo imparato a conoscere a scuola), si troverà ad affrontare i propri demoni interiori, oltre alle insidie che sia la natura che l’Uomo gli opporranno.
Una storia in apparenza semplice (eroe-missione-viaggio-imprevisto-conclusione), in realtà ricca e molto articolata, che rappresenta un omaggio all’Avventura ed ai più celebri romanzieri d’avventura dell’Ottocento, dove l’atmosfera e lo stile di narrazione fanno rivivere le ambientazioni di romanzi di questo tipo. Melville, Verne, Salgari, Defoe, Conrad, il nostro “Dino Buzzati” sono gli autori a cui lo sceneggiatore Bilotta si ispira ed inserisce in un’opera che si fa leggere bene, sempre pronta a regalare emozioni e colpi di scena.
Un lungo viaggio per raggiungere un obiettivo (abbastanza classico quanto efficace: ritrovare il proprio amore perduto), dove il percorso e le tappe che si susseguono diventano più importanti dell’arrivo stesso (anche questo un concetto ormai acquisito), un viaggio che è anche metafora sulla vita e sul percorso individuale di ciascuno. Le citazioni presenti nell’albo sono tanto evidenti quanto “sfacciate”, non ultimo il mare, che rappresenta tanto il mezzo con cui raggiungere i nostri obiettivi quanto l’elemento che può limitare le nostre ambizioni, ovvero ciò che tutti noi dobbiamo sconfiggere (potremmo chiamarlo “demone”) per arrivare a ciò che vogliamo.

Eppure le caratteristiche ed i “punti di forza” di quest’opera rischiano di diventare le sue debolezze, gli elementi che influenzano negativamente la lettura ed il giudizio sull’albo, poiché se un lettore non accetta il gioco di citazioni e di riferimenti (o non li coglie) e si “ferma” alla semplice lettura delle avventure di Nobody, come fossero parte di una storia “normale”, allora si perde il gusto della lettura e dell’avventura che ne viene ispirata. Inoltre, come già espresso a proposito di alcuni degli albi precedenti della collana, il numero limitato di pagine sacrifica i segmenti centrali del racconto, che invece potrebbero essere raccontati più dettagliatamente, arricchendo ulteriormente questa storia. Inoltre l’approfondimento psicologico, al limite di un trattamento psicanalitico, tanto pervasiva è la presenza di archetipi, miti, riflessioni sull’identità ed il sogno, potrebbe risultare stucchevole e fuorviante.

Ma poiché chi scrive si esalta delle citazioni e dei rimandi e apprezza molto i disegni di Pietro Vitrano, il giudizio personale non può che essere positivo. 

Il disegnatore contribuisce senza dubbio alla riuscita dell’albo, con tavole molto curate e che contribuiscono a creare la giusta atmosfera per gustare un albo che è un omaggio all’avventura classica, con un certo gusto per il moderno, con colpi di scena e disegni veramente azzeccati, che accompagnano bene la trama e conquistano il lettore. 




Omaggio che si impreziosisce di un’opera di scavo nella complessità umana e di studio dell’animo di un eroe che, come spesso è capitato, rappresenta l'ossessione travolgente e la fuga, materiale e metaforica, da una realtà che si avverte come stretta e soffocante.





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